CLUB HOUSE DROP-IN AUDIO CHAT

IL SOCIAL NETWORK DOVE  LA VOCE  E’ LA VERA PROTAGONISTA

 

Cos’è Club House?

Clubhouse è “ il nuovo social network” in cui la voce è la vera protagonista.

E’ pensato per conversare di qualsiasi argomento non solo con chi si conosce, ma con chiunque, o anche solo per ascoltare altri che parlano di qualcosa. Niente messaggi o condivisioni di immagini, su Clubhouse si parla live.

Nato nell'Aprile 2020 ma esploso velocemente, è già stato quotato per 1 miliardo di dollari.

 

Come si usa e come si presenta agli utenti?

Si presenta ancora come un'applicazione versione beta (tester). E’ facile da utilizzare, ma essendo ancora una versione di sviluppo:

-si può fare un profilo solo se si viene invitati da un altro utente

-si può accedere solo da un’app (non dal browser di un computer) 

-può essere scaricato solo da un sistema operativo iOS.

Quando si accede, vengono richiesti nome cognome e n di telefono, in questo modo Clubhouse ha accesso alla tua rubrica telefonica, perché qui il profilo è collegato ad un numero di telefono e non ad una mail.

Viene poi proposto un elenco di interessi che l’utente deve flaggare a seconda delle sue preferenze, che viene poi matchato con quelli degli altri utenti. 

A questo punto si può scegliere che conversazioni seguire, ed è lo stesso Clubhouse a suggerirti, chi e che cosa ascoltare.

Le conversazioni avvengono all’interno di “stanze”, chiamate room, dirette da alcuni moderatori che spesso sono persone conosciute e autorevoli.

C'è chi narra di essere stato nella stessa stanza con Elon Musk e di averci chiacchierato come al bar!

Qualunque persona iscritta può aprire una stanza, darle un tema e scegliere poi se renderla accessibile a tutti o solo ad alcune persone.

«Il nostro scopo era costruire un’esperienza social che venisse percepita come più umana, dove invece di postare ci si riunisce con altre persone per parlare» hanno spiegato qualche giorno fa i fondatori di Clubhouse, Paul Davison e Rohan Seth, sul blog del social network. «Volevamo creare uno spazio tale per cui quando chiudi la app ti senti meglio di quando l’hai aperta, perché ti ha permesso di approfondire un’amicizia, incontrare persone nuove e imparare qualcosa»

Oggi Clubhouse rappresenta certamente una grande rivoluzione, dove l’immagine e l’estetica, che fino ad ora sono state le caratteristiche principali dei grandi social network, vengono messe da parte.

Le limitazioni, come quella di non poter mettere un like agli interventi, incentiva il dialogo e l’integrazione tra utenti. 

Clubhouse apre un terreno perfetto per brands o start up che vogliono costruire velocemente una community di riferimento e ha già tutte le carte in regola per permettere un’espansione di contatti costante nel tempo.

Un vero e proprio ritorno alla conversazione, dove si ha la possibilità di ascoltare le persone, una vera RADIO LIVE costruita sui TUOI INTERESSI.

 

Quali sono i suoi limiti?

-La privacy: Clubhouse chiede di avere accesso alla rubrica del telefono e viste le nuove disposizioni in termini di privacy (GDPR) è visto come molto invasivo.

-La moderazione: è difficile capire se ci sono stanze dove si parla di argomenti vietati, falsi e che incitano all’odio.

 

Cosa si prevede per il futuro?

Partito da 1500 utenti, beta tester nell’aprile del 2020, ha raggiunto i 600K utenti a dicembre 2020. 

A febbraio 2021 si stimano circa 10 milioni di utenti, con 2 milioni di utenti attivi a settimana. 

I Paesi in cui si è registrato il più alto volume di download sono la Germania, il Giappone, il Regno Unito e la Turchia.

 

L’Italia si posiziona al sesto posto, con circa 50k download. 

Per avere un’analisi chiara sarà necessario ancora un pò di tempo, si dovrà certamente attendere il momento in cui l’app potrà essere scaricata anche dal sistema Android.

Se gli organizzatori riusciranno a gestire le varie criticità in questa fase, pensiamo che questo social potrà certamente guadagnarsi il suo posto nel grande spazio della nuova “digital communication”

 

Continua a seguirci sui social

https://www.facebook.com/skillscomunicazione

https://www.instagram.com/skills_comunicazione/ 


Nutella, una storia tutta italiana!

Nutella, una storia tutta italiana!

Che mondo sarebbe senza Nutella?

Tutti conosciamo questo slogan e tutti abbiamo fatto merenda almeno una volta con la famosissima crema spalmabile ideata da Ferrero, ma quanti di voi conoscono la storia di passione, ricerca, strategia e originalità che si nasconde dietro ad un brand evergreen come Nutella?

Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro nel tempo, esattamente all’anno 1946. 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il cacao era un bene difficilissimo da reperire, per questo Michele Ferrero, dal suo piccolo paese del Piemonte, provò a trasformare un problema in una grande opportunità creando una pasta dolce con nocciole, zucchero e il poco cacao all’epoca disponibile. 

Nacque così l’antenato di Nutella, Giandujot, un panetto dolce che poteva essere tagliato a fette e spalmato sul pane. 

E’ il 1951 l’anno in cui Giandujot si trasforma in SuperCrema più facile da spalmare. 

Nel 1964 lo Stato italiano emanò una legge con la quale vietava l’uso di superlativi nella pubblicità, da qui l’esigenza di cambiare nome in Nutella. 

 

Un naming che racchiude in sè italianità e aspirazione di crescita internazionale!

Il nome Nutella deriva da “Nut” (nocciola in inglese) con l’aggiunta del suffisso “ella” che suggerisce italianità. Si dice infatti che al tempo la frase italiana “Ciao bella” fosse una delle più conosciute in tutto il mondo!

 

Un barattolo, un’icona 

20 aprile 1964, una data storica per Ferrero, data in cui venne prodotto il primo vasetto di Nutella. Attenzione però, non si tratta dell’iconico vasetto che tutti conosciamo. 

Il primo packaging ideato dall’azienda fu un vasetto con forma conica, con sei sfaccettature e un tappo di plastica bianco. 

Sarà poi nel 1965 il momento in cui comparirà per la prima volta il barattolo di Nutella così come lo conosciamo!

Un barattolo iconico, un vero e proprio oggetto da collezione!

 

Nutella e la personalizzazione

Pur mantenendo forma e struttura sempre riconoscibili, nel corso degli anni il barattolo di Nutella ha mutato design e colori diventando prima un oggetto da collezione (chi non ha in casa almeno un bicchiere Nutella con i personaggi dei cartoni animati della Warner Bros?!) e poi un oggetto unico, grazie a tutte le campagne di personalizzazione che nel tempo hanno alternato temi e design differenti. 

Tra le campagne più famose degli ultimi anni ricordiamo sicuramente “Nutella sei tu”, con i nomi presenti sulle etichette disponibili in commercio ma anche con la possibilità di stampare e richiedere il proprio nome direttamente online.

E poi ancora, “Nutella Dialettetichette”, con le forme dialettali italiane, “La lampada vasetto”, “Nutella Unica”, “Nutella Gemella”, fino ad arrivare a quella più recente “Ti Amo Italia”, in cui vengono raffigurate 30 località italiane per promuovere e valorizzare il territorio e la bellezza della penisola. 

 

Dal carosello ai Social: come sono cambiate le Adv e le strategie comunicative di Nutella?

La prima strategia di marketing ideata per far conoscere il prodotto era già all’avanguardia per il tempo. Per farlo, Ferrero, chiese agli italiani di presentarsi con un pezzetto di pane nelle principali piazze d’Italia offrendo assaggi gratuiti della sua SuperCrema!

Le prime Adv di Nutella mettevano in evidenza le caratteristiche del prodotto ed i suoi aspetti emozionali focalizzandosi sulla famiglia, sui genitori e sul momento della merenda. 

“Deve piacere alla Valeria”, fu infatti la celebre frase con cui Michele Ferrero definì le buyer personas di Nutella. Chi era Valeria? La moglie di Michele Ferrero!

Tra fine degli anni ‘60 e gli anni ‘70 pane e Nutella era considerata una sana e genuina abitudine e fu proprio sul concetto di energia, genuinità e bontà del prodotto che puntarono tutte le comunicazioni pubblicitarie del Brand. 

“Che mondo sarebbe senza Nutella?” 

Ecco lo slogan più famoso del Brand, quello che tutti ricordiamo, lo slogan nato nell’anno 1994 che ha accompagnato la comunicazione del brand fino all’anno 2003. 

 

Gli anni 2000, il cambio di focus e l’avvento dei social

Già a partire dagli anni 2000 possiamo notare un cambio di focus nelle comunicazioni di Nutella, sempre più incentrato sull individualità e sull’unicità sia del brand sia del suo consumatore, tanto da arrivare nel 2017 a promuovere la campagna “Come te non c’è nessuno!” . 

Ma non è finita qui!

Con l’avvento delle polemiche sollevate in relazione all’utilizzo dell’olio di palma nei prodotti alimentari e alla forte attenzione che oggi i genitori riservano all’alimentazione dei propri figli, cambia anche la modalità con cui Nutella inizia a promuovere il proprio prodotto!

Nel 2016 infatti viene promosso uno spot con l’obiettivo di raccontare i corretti processi produttivi e la qualità del prodotto. 

Per restare sempre al passo con i tempi però non poteva mancare all’appello l’apertura delle pagine social del Brand e di un vero e proprio portale Nutella, creato per essere sempre più vicini ai consumatori. 

Un legame, quello con i propri consumatori, davvero importante, che Nutella ha voluto sottolineare anche aprendo una sezione del sito proprio dedicata ai propri fan e alle loro storie. 

Nutella è solo una delle storie avvincenti che si celano dietro ad un “semplice” logo e ad un prodotto che è oggi diventato parte della nostra quotidianità!

E se la prossima storia da raccontare fosse quella del tuo Brand?

Contattaci e iniziamo a lavorare per trovare la strategia comunicativa più adatta per te!


COME SI FA A TROVARE IL “CLIENTE IDEALE”?

Come facciamo a mostrare il nostro prodotto / servizio ad un pubblico davvero interessato?

Ogni attività di marketing che intende essere efficace e andare nella giusta direzione, deve mettere alla base della sua strategia una cosa fondamentale: il target.

Capire chi compra o chi comprerà il tuo prodotto/servizio è un imperativo, qualunque sia l’attività di marketing o di comunicazione che si vuole intraprendere.

Con i social e con l’arrivo di Internet, i rapporti tra brand e consumatori sono cambiati radicalmente.

La relazione tra le due parti è diventata fondamentale!

Il marketing non è più per il target ma è costruito con il target.

I consumatori diventano parte della comunicazione, partecipano ed interagiscono con il brand, dobbiamo quindi riferirci a persone specifiche che hanno degli interessi e si comportano in  un determinato modo, che saranno a tutti gli effetti i nostri “acquirenti ideali”, le nostre “Buyer Personas”.

Solo dopo averli definiti ed analizzati potremmo creare contenuti e messaggi su misura per loro, che rispecchieranno il loro essere, il loro fare e il loro stile di vita. Tutto questo è essenziale per non buttare via tempo e denaro.

-Come possiamo raggiungere la persona giusta, il cliente così detto ideale? Come creare delle perfette Buyer Personas?

Il processo è tutt’altro che semplice, come ogni cosa ben fatta richiede tempo ed anche un po' di intuizione.

In primis sono essenziali:

  • analisi
  • ricerca
  • metodo
  • domande
  • informazioni
  • interviste

Possiamo farci anche aiutare da template disponibili su Internet, ideali per incanalare tutte le caratteristiche utili alla definizione del nostro identikit.

Una volta raccolti tutti i dati, possiamo iniziare ad identificare le nostre Buyer Personas usando l’immaginazione, questa è sicuramente la parte più divertente, possiamo dargli un nome e possiamo iniziare ad immaginare la sua personalità, il tipo di lavoro, il suo carattere, i suoi problemi, ma soprattutto come si muove quando deve acquistare qualcosa.

-E poi?

Poi passati 18, massimo 24, mesi è necessario ricominciare e ripetere il percorso di ricerca ed analisi, perché il “cliente ideale” cambia nel tempo i suoi interessi e tu devi rimanere costantemente aggiornato.

A noi di Skills piace giocare e non prendere sempre tutto troppo sul serio, così ci siamo divertiti a fare qualche scatto delle nostre Buyer Personas.

Michele è diventato un ragazzo nerd, un atleta snowboarder, un perfetto ciclista ed un impegnato business man!

Autoironia a parte, se avete bisogno di delineare il vostro “cliente tipo” noi di Skills lo sappiamo fare benissimo!


Un articolo nonsense

Questa è una campagna di domande NONSENSE.

Domande che attirano l’attenzione per un solo, grande, motivo:
non hanno alcun senso, alcuna risposta possibile.

Quindi il primo obiettivo era quello di portarti qui, catturando la tua attenzione. E ci siamo riusciti.

Il secondo è farti capire che siamo pazzi. Totalmente pazzi.

Bene, ora che sai tutti i nostri segreti, possiamo raccontarti il terzo (e principale) scopo di questa campagna: quello di spiegarti perché conviene affidare l’immagine della tua attività a dei professionisti.

Il logo, la grafica, le foto, i video, la cura dei social sono il biglietto da visita di ogni azienda.

Non sono un “di più”, sono la base.

Curare la comunicazione, con l’aiuto di professionisti, significa curare la forma. E la forma conta. Come scegli di presentare la tua azienda, nel mare di offerte in cui navighiamo continuamente, fa la differenza. Anzi, è il caso di dire che il come (l’immagine che dai) spesso vince sul cosa (il prodotto o servizio che vendi).

Affida a Skills Comunicazione l’immagine e la strategia della tua azienda.

Insieme faremo grandi cose!

Non aver paura di farci domande (anche quelle che ti sembrano assurde, nonsense).
Siamo qui, pronti a tutto, per rispondere e aiutarti.

Contattaci per maggiori informazioni

Errore: Modulo di contatto non trovato.


#SOCCORSODIGITALE

Da venerdì le Marche sono diventate zona arancione. Una zona a rischio elevato, dunque, nella quale è necessario applicare misure più restrittive per tutelare la salute pubblica.

Questo nuovo cambiamento improvviso comporta nuove limitazioni per le attività e ulteriori chiusure. Ad essere penalizzato, tra gli altri, è ancora una volta il settore della ristorazione.

 

Per questo Skills Comunicazione vuole dare un aiuto concreto a quelle attività che dovranno nuovamente reinventarsi per poter lavorare: bar e ristoranti.

Abbiamo deciso di offrire dei servizi di comunicazione gratuiti (fino al 3 dicembre) per tutti coloro che gestiscono ristoranti e bar che, al momento, dovranno limitarsi al take away.

Metteremo a disposizione di chi volesse contattarci: tempo, risorse e un team di esperti che lavorerà per realizzare una grafica social al fine di promuovere l’asporto.

Ma vogliamo fare di più.

Forniremo, gratuitamente, una consulenza per spiegare come continuare a comunicare autonomamente i propri servizi e inizieremo, su richiesta del gestore, una campagna social, per dare maggior efficacia al messaggio.

Insomma quello che possiamo fare per le attività di Senigallia, in questo periodo buio, è mettere sul piatto le nostre abilità, quello che sappiamo fare meglio, in forma totalmente gratuita.

Senigallia è la città che amiamo e che, da sempre, ci supporta durante il festival DEEJAY Xmasters. In questi anni ci ha dato tanto, tantissimo. Ecco, ci sembra il momento di ricambiare.

 

Se gestisci un bar o un ristorante a Senigallia e hai bisogno del nostro aiuto, non esitare a contattarci!

 

Un breve recap…

Cosa offriamo?

-una grafica social al fine di promuovere l’asporto

-una consulenza per spiegare come continuare a comunicare autonomamente i propri servizi

-la gestione, su richiesta,  di una campagna social, per dare maggior efficacia al messaggio.

 


Triller, l’app pronta a soppiantare Tik Tok

Vi siete appena abituati ai balletti di Tik Tok? Bene, tra poco dovrete riuscire a riproporli anche su Triller.

No, non stiamo parlando del disco più venduto di ogni tempo (anche perché quello si scrive Thriller, con l’h), ma della nuova app per la creazione di contenuti video di breve durata che, complice il momento politico internazionale, si sta facendo sempre più strada sul mercato statunitense.

È notizia delle scorse settimane che Trump abbia messo al bando WeChat e Tik Tok negli Stati Uniti per via di bisticci politici con la Cina ed è chiaro che questa decisione apre una voragine nel mondo della creazione di contenuti e della comunicazione tutta.

Infatti se WeChat come app di messaggistica non ha mai intaccato il regno di Whatsapp e Telegram in Occidente, Tik Tok ha decisamente rivoluzionato il modo di comunicare in forma video, specialmente fra i più giovani, ed ora Triller è pronta a raccoglierne l’eredità.

Quindi tanto vale giocare d’anticipo sulla concorrenza e cominciare a familiarizzare con un’app molto agguerrita e pronta ad accaparrarsi il terreno lasciato libero da Tik Tok.
Quanto agguerrita volete sapere? Abbastanza da pagare svariati milioni di dollari per accaparrarsi il ritorno sul ring di Mike Tyson il prossimo 28 novembre ed investire in una campagna pubblicitaria faraonica tramite il sito tysonontriller.com

Se vuoi saperne di più su Triller, Tik Tok o sulle nuove tendenze in fatto di comunicazione contattaci, ti aspettiamo


Sport in streaming su Twitch, una piattaforma in crescita da esplorare

Sempre più content creator di YouTube stanno migrando da Google per andare verso Twitch, la piattaforma per lo stream di gameplay acquistata da Amazon nel 2014.

Qual è la ragione di questo allontanamento dall’abbraccio caldo e rassicurante di YouTube?

Anzitutto una questione di denaro, o meglio di cpm, che detta in parole povere significa “quanti soldi si guadagnano ogni mille visualizzazioni”. Con Bezos si guadagna di più, molto di più. 

Poi c’è il capitolo donazioni che sono gratuite per chi è già cliente Amazon Prime, ma che garantiscono comunque un’entrata allo streamer. Una win-win situation difficile da battere anche quando ti chiami Google.

Ma in che modo il mondo degli action sport può sfruttare questa opportunità?

Anzitutto bisogna sapere che dal luglio 2020 Twitch ha aperto una sezione ufficiale dedicata allo sport trasmettendo (gratuitamente) anche eventi di MMA, wrestling, boxe, sessioni di allenamento crossfit e zumba su diversi canali fitness, ma anche partite di football americano, scacchi e perfino cricket. 

La cosa non è sfuggita anche agli sport più mainstream come la Formula 1 ed il calcio, tanto che alcune partite di Premier League inglese e di Serie A italiana sono già state trasmesse in chiaro su Twitch mentre, durante il lockdown, molti piloti (come Leclerc) hanno abbattuto il muro tra sport ed esport proponendo sui propri canali delle simulazioni dei tracciati F1.

La piattaforma Twitch può essere dunque una vera occasione di guadagno sia per le federazioni sportive che solitamente non godono dei favori dei media che per gli atleti stessi.

Le prime di colpo diventano in grado di trasmettere gratuitamente le loro competizioni a fronte di un equipaggiamento davvero minimale (potenzialmente anche solo uno smartphone), mentre se i singoli atleti sono capaci di crearsi attorno una community appassionata, con ogni probabilità questa li seguirà e sosterrà anche nelle loro occupazioni principali.

Al mondo patinato dall’editing perfetto tipico di YouTube, Twitch predilige la genuinità e la personalità di chi fa streaming. È una piattaforma malleabile fatta di contenuti prodotti velocemente e capaci di instillare un forte senso di appartenenza e fidelizzazione che rimane anche al di fuori della piattaforma stessa.

È un’alternativa che richiede un basso investimento iniziale per aumentare esponenzialmente la visibilità e fanbase di un singolo o di un intero movimento, per questo, anche al di fuori del mondo esports, in molti la stanno scegliendo.

Sei pronto a passare al futuro dello streaming? Contatta Skills Comunicazione per scoprire la piattaforma video che fa per te.


Sondaggi con reaction e post 3D si possono fare su Facebook e Instagram?

Ci imbattiamo spesso in post grafici la cui impostazione fa ormai parte della nostra quotidianità, impostazione che le aziende utilizzano per creare brand awarness e rumors.

Talvolta però, spinti dalla moda del momento, decidiamo di intraprendere azioni comunicative senza sapere che stiamo violando la Policy del Social Network e che potremmo incorrere in sanzioni legali.

Oggi parleremo di due esempi specifici:

  • I sondaggi con Reaction su Facebook
  • I post 3D su Instagram

 

A quanti di voi è capitato di vedere su Facebook post di questo tipo?

 

I sondaggi  di questo tipo su Facebook creano engagement ma stimolano atteggiamenti che Facebook considera proibiti in riferimento alle Reactions.

Nello specifico è vietato:

  • Modificare le Reactions
  • Usare Reactions al di fuori del contesto e dell’interfaccia di Facebook
  • Animare o fabbricare oggetti fisici sotto forma di Reactions
  • Usare Reactions sotto forma di sondaggi o votazioni
  • Usare Reaction come emoji o adesivi individuali

La violazione di una di queste regole potrebbe portare Facebook a penalizzare la pagina o il profilo, declassandolo e quindi rendendolo meno visibile nel feed.

Su Instagram invece, alcuni utenti hanno iniziato a pubblicare post 3D senza utilizzare fotocamere e videocamere 3D, quindi senza sfruttare la tecnologia, come?

Semplice, realizzando post in cui il contenuto sembra uscire letteralmente da Feed.

Per realizzarlo non servono tecnologie o competenze particolari, se non l’utilizzo di Photoshop e una buona dose di creatività!

Ecco alcuni esempi:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Hai guys today video posted now watch the video through the mention id @photo_edit_in_tamil #instagram3d #instagood #instagram #instagram3dphoto

Un post condiviso da Praveen_Dot_Hcc (@praveen_dot_hcc) in data:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

#skate #skateboard #skatekids #instagram3d

Un post condiviso da Robert Family (@denisroberts) in data:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

El avioncito Ggggggg.. Abre la boca ... 😎 . Te provoca ? A mi si !!!! 💜 . #3d #instagram3d

Un post condiviso da Heydi Morales (@heydimorales_chef) in data:

Il risultato è sicuramente un post di grande impatto visivo, in grado di catturare l’attenzione dell’utente distinguendosi da tutti i post pubblicati nel feed.

Ma siamo sicuri che tutto questo sia in linea con le condizioni d’uso di Instagram?

Per realizzare questo genere di post è necessario ricreare la struttura del feed della piattaforma, ovvero una finta didascalia, finte icone, finti like e finti commenti. In questo modo, dalla cornice ricreata sarà possibile far letteralmente “sbalzare” il soggetto della foto.

Questa azione viola però la policy del Social, in quanto non sarebbe possibile ricreare senza autorizzazione, la grafica della piattaforma.  Si tratta tuttavia di una linea molto sottile, in quanto anche sui siti web di foto stock è possibile trovare png con feed Instagram già pronti da utilizzare.

Attualmente la società Facebook Inc. di cui fa parte Instagram, non ha proceduto né con azioni legali e nemmeno con l’eliminazione dei post (e potrebbe non farlo mai), ma è comunque necessario prestare molta attenzione nella realizzazione di contenuti di questo tipo.

Ad oggi, sono molti grandi brand che hanno realizzato post 3D per promuovere i propri prodotti, così come gli utenti privati.

Altro esempio

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

The wait is over. See #TheLionKing today!

Un post condiviso da Disney’s The Lion King (@lionking) in data:

Esistono comunque molti altri strumenti creativi che possono essere utilizzati per creare contenuti interessanti e soprattutto accattivanti, rispettando le condizioni d’uso della piattaforma.

Un esempio?

Motion Graphic, Animazioni ed Illustrazioni, Filtri di AR o di VR.

Hai mai pensato di rompere gli schemi e di integrare contenuti di questo tipo nella tua strategia comunicativa?

Da Skills la creatività è di casa ed il nostro team è tua completa disposizione per sperimentare, creare e realizzare i tuoi progetti!


Allena la tua comunicazione: pillole di Sport Marketing e Social Fitness

Ecco la guida pensata per “tenere in formala tua strategia di comunicazione!
Anche il mondo del fitness si è spostato online tra app, dirette, social, e-commerce, recensioni digitali.
Se sei un personal trainer, un atleta, se gestisci una palestra, un’attività dedicata al benessere, oppure se vendi prodotti legati al mondo dello sport e degli sportivi, non puoi perderti queste pillole di Sport Marketing e Social Fitness!

Scarica la guida

Il Product Placement su Instagram, tra dirette fitness e video virali sulle IGTV

Il Product Placement, noto anche come “Pubblicità indiretta” è una forma di pubblicità che consiste nel porre prodotti o marchi all’interno di contesti narrativi diversi da quello pubblicitario, per esempio in video virali con argomenti specifici, dirette social, contenuti radiofonici, film, videogiochi ecc.

Esistono varie tipologie di Product Placement:

  • Verbale: il marchio viene ripetutamente citato dal protagonista o se ne parla cercando di sottintenderlo. E’ la forma meno invasiva e meno potente di Product Placement
  • Visuale: il marchio è presente in una parte ben visibile dello schermo oppure il prodotto è utilizzato dal protagonista o si trova sullo sfondo. 
  • Integrato: è la forma più potente di Product Placement. Nasce dalla collaborazione tra aziende e produttori video. Il prodotto è integrato nella trama del film o del video.

Uno degli obiettivi principali delle aziende che decidono di attuare una strategia di Product Placement è quella di aumentare la Brand Awarness dell’impresa, raggiungendo un pubblico molto ampio, permettendo anche di associare i valori del brand a concetti, stili di vita dei personaggi protagonisti. 

Durante la quarantena tutti ci siamo allenati più del solito, avendo molto tempo libero, e abbiamo iniziato a seguire su Instagram dirette in cui vari atleti e personal trainer ci mostravano circuiti di Workout ed esercizi, allenandosi insieme a noi. 

Proprio in questo periodo sono aumentate le aziende che hanno deciso di utilizzare strategie di Product Placement, inserendo i prodotti nelle dirette, facendone parlare agli atleti oppure facendoglieli direttamente utilizzare. 

A quanti di voi è capitato di vedere una Red Bull nello sfondo della diretta che stavate seguendo? Oppure quanti di voi hanno acquistato prodotti di abbigliamento sportivo firmato perché l’avete visto indossato dal personal trainer durante l’allenamento? E ancora, chi di voi ha deciso di iniziare ad acquistare prodotti alimentari legati al mondo del fitness perché consigliati dall’atleta che avete seguito in diretta?

Ad oggi il Product Placement rappresenta la principale fonte di monetizzazione per i content creator e video maker che utilizzano IGTV, tanto che sono nate vere e proprie pagine il cui core business è diventata la produzione di video dal contenuto altamente virale in cui è sempre inserito un prodotto o un brand, utilizzando strategie di Product Placement visual, integrato o verbale. 

Un esempio lampante è la pagina “The Jackal” che ha raggiunto 1 milione di followers girando video di questo tipo. 

Ma qualcosa sta cambiando…

Instagram ha annunciato che è in lavorazione una soluzione per permettere ai creator di video di monetizzare il proprio lavoro collaborando direttamente con la piattaforma, con lo scopo e con la speranza di veicolare contenuti di qualità migliore.

Nel frattempo restiamo a vostra completa disposizione per darvi consigli per sviluppare una strategia di comunicazione vincente con contenuti video virali!